Monti ha si il complicato e delicato compito di riportare l'Italia fuori dallo strangolamento dello spread tra Bpt e Bund tedeschi, ma ha anche la grande occasione di far tornare la fiducia agli italiani.
La lista dei ministri del nuovo Governo è, finalmente, completata. Il difficile, difficilissimo compito di Mario Monti, ora che è stata ottenuta la fiducia, è quella di salvare il salvabile e riportare il Paese ad un livello di credibilità sia a livello internazionale che nei confronti dei cittadini italiani. Sarà dura. Per tutti. Ivi compresi quelli della cosiddetta "casta". Tra le anticipazioni sui probabili provvedimenti, infatti, c'è anche quello che riguarda i costi del funzionamento degli organi elettivi. Monti avrà il suo bel da fare per far quadrare i conti e avviare un programma di interventi che soddisfi la BCE ma che riporti la situazione del debito pubblico sotto controllo. Si reintrodurrà l'ICI sulla prima casa, si inasprirà la lotta all'evasione fiscale e all'illegalità , verrà completamente rivisitato il sistema pensionistico (caratterizzato da ampie disparità di trattamento), verrà riesaminato il peso della tassazione sul patrimonio immobiliare e si metterà mano al mercato del lavoro per arrivare a un "sistema più equo". In altre parole rigore, crescita, equità . Queste, a grandi linee, le direttrici su cui si andrà a sviluppare il programma del nuovo governo che, di fatto, ha ottenuto l'importante benedizione anche da parte del mondo della Chiesa, da quello della finanza e, non da ultimo, da quello delle parti sociali. E gli italiani saranno pronti a sostenere questo nuovo, ineludibile, sacrificio. Ma Monti sappia che, ormai, non si può più sottacere ne tollerare il ramificato sistema di privilegi di cui godono i politici. La rivisitazione dei costi del funzionamento degli organi elettivi, che dovrà riguardare il numero dei deputati, il sistema dei vitalizi, gli abominevoli tetti stipendiali, rappresenterà il fulcro su cui imperniare tutta la manovra e sancirà o meno il consenso della popolazione. Sarebbe un errore considerare solo il consenso dell'elettorato. Qui, ormai, non è più questione di investimenti elettorali. Qui si tratta di salvaguardare una potenziale minaccia che da troppo tempo è latente. Quella di cittadini inferociti, umiliati, derisi, vessati che sono pronti a tutto pur di dare una svolta al malcostume che governa questo Paese. Non si faccia l'errore di sottovalutare episodi sintomatici quali quelli accaduti ultimamente nella città di Roma, etichettati come fatti circoscritti, ma che, invece, denunciano in modo chiaro e netto l'esasperazione degli italiani. Dietro quella violenza non c'erano solo i black block. C'era molto di più. Per questo Monti dovrà , prima di chiedere sacrifici ai cittadini, dare il bell'esempio e iniziare, senza scrupoli, a tagliare in modo significativo, l'enorme panorama di privilegi che è appannaggio esclusivo dei politici. Nel programma sappia dare delle priorità . E tra queste la prima dovrà riguardare l'impudenza del mondo della politica. Fatto di privilegi, fasti, concessioni, agevolazioni. E' ora di dire basta a tutto questo. Lo faccia Monti, oggi o mai più. E si inizi, finalmente, a riconsiderare il significato più autentico di tassazione fiscale come strumento di ridistribuzione dei redditi. E chi più ha più paghi. Il sacrificio deve essere sostenuto da tutti, in modo proporzionale alla ricchezza. Monti ha si il complicato e delicato compito di riportare l'Italia fuori dallo strangolamento dello spread tra Bpt e Bund tedeschi, ma ha anche la grande occasione di far tornare la fiducia agli italiani. Senza di questa non ci sarà "mattarellum" o "porcellum" che riaccosti l'elettorato al mondo della politica. Inutile sarebbe, così, arrivare alle elezioni contando su un numero sempre più esiguo di votanti non in grado di mandare in Parlamento una reale espressione di volontà popolare. Attenzione quindi alle priorità del nuovo Governo. Si inizi con chi, fino ad oggi, ha vissuto nell'opulenza. E si continui poi con la povera gente. Che con la dignità che da sempre la distingue, non si tirerà certo indietro.
Fabio Palombi
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