Acque agitate per il Cotral: Provincia di Roma fuori dalla proprietà e dal Cda si parla apertamente di “situazione di grande confusioneâ€
Giovedì 19 Gennaio 2012 17:45    Letto 243 volte

Per il consigliere di amministrazione Toppi "è arrivata l'ora di una svolta: comandati e distaccati tornino a lavorare in azienda".

cotralROMA - Il Cotral non naviga in acque tranquille e si succedono le notizie ogni giorno. Del 18 gennaio è la notizia che la Provincia di Roma è definitivamente fuori dalla proprietà dell'azienda (e quindi il suo 12,9% è passato alla Regione che ormai detiene il 99,9% di Cotral Spa) perché, sono parole di un mese fa dell'assessore provinciale alla Mobilità, Amalia Colaceci, "le nuove disposizioni normative, la mancata realizzazione delle condizioni poste dalla Provincia di Roma sin dallo scorso mese di giugno, ed infine le recenti scelte della Regione Lazio che ridurrebbero in maniera significativa la quota di partecipazione azionaria della amministrazione provinciale rendono inevitabile la decisione di uscire dalla compagine societaria dell'azienda, seppure con il rammarico che questo non sia accaduto a seguito di una più complessiva discussione sul riassetto di tutto il sistema del trasporto pubblico che sarebbe stata auspicabile".

Oggi un'altra botta: stavolta a parlare è uno dei consiglieri di amministrazione del Cotral stesso, Paolo Toppi che parla di un "momento di grande difficoltà dell'azienda per il perdurare di una situazione di grande confusione, evidenziata dal fatto che nei giorni scorsi si sono rincorsi carenze di approvvigionamento di gasolio, stallo nelle manutenzioni, carenze di autisti e promozioni di personale non formalizzate e annunciate a mezzo stampa senza il preventivo controllo analogo della Regione, come previsto dal contratto di servizio. Tutti argomenti affrontati in consigli di amministrazione convocati d'urgenza e che ben descrivono la confusione degli ultimi mesi".

Secondo Toppi la situazione dell'azienda è critica anche a causa della mancanza di personale che, anche se in teoria ci sarebbe, spesso manca a causa di distacchi e comandi, la qual cosa si traduce per l'azienda in un problema non da poco. "È arrivata l'ora di una svolta – continua infatti Toppi – ripartiamo dal personale comandato e distaccato in Regione, Atac ed enti locali, per il cui lavoro fuori dall'azienda il Cotral non percepisce oltre un milione e mezzo di euro ogni anno, finendo per essere costretta ai decreti ingiuntivi per ottenere le somme dovute. Diamo il buon esempio: tutti in azienda a dare una mano. Ripartiamo da qui... e forse tutto ci sembrerà più semplice, magari anche cercando di comprendere i motivi che stanno portando al collasso di quest'azienda."


Emiliano Di Nardo