Istruzione - Dalla Regione l’ok al dimensionamento scolastico 2012/2013. Ma l’opposizione insorge
Lunedì 16 Gennaio 2012 21:06    Letto 617 volte

Di Stefano (Pd): "Fuori luogo il compiacimento della giunta regionale che ha accorpato più di quanto chiesto dal ministero". La replica dell'assessore Sentinelli: "Si tratta di un piano necessario".

Marco-Di-StefanoROMA - La giunta Polverini ha approvato il Piano regionale di dimensionamento delle istituzioni scolastiche, anno scolastico 2012/2013. Il Piano, come previsto dalle disposizioni della Legge 111/2011, prevede la riorganizzazione della rete scolastica regionale in istituti comprensivi, costituiti nel rispetto dei parametri numerici, da un minimo di 600 alunni per i territori montani ad un massimo di 1000 alunni e tenendo conto delle richieste e delle proposte pervenute dall'utenza. "Si tratta di un importante provvedimento – dichiara la presidente della Regione Lazio, Renata Polverini - funzionale alle esigenze di ammodernamento della rete scolastica regionale. Pur nella complessità del lavoro necessario ad ottemperare, nei termini e nei modi, alla normativa, il dimensionamento scolastico annualità 2012/2013 rispetta prevalentemente le indicazioni degli Osservatori provinciali e del Tavolo regionale, che si sono tenuti in un clima di piena e leale collaborazione con l'Ufficio Scolastico regionale, alla presenza di tutte le sigle sindacali del settore scuola". Il Piano, dovrà ora passare all'esame della Commissione consiliare competente. "Mi impegno a convocare periodicamente l'Osservatorio regionale - dichiara l'assessore regionale all'Istruzione e Politiche giovanili, Gabriella Sentinelli – al fine di verificare che la riorganizzazione prevista dal Piano risponda agli effettivi bisogni della popolazione scolastica regionale. Solo una verifica puntuale e costante delle necessità dei territori potrà mettere in evidenza eventuali criticità da affrontare". Gli standard previsti nel Piano tengono conto anche delle caratteristiche geo-morfologiche, della presenza di adeguati collegamenti del servizio di trasporto pubblico rispetto ai punti di erogazione (distanze e tempi di percorrenza), delle esigenze socio-economiche, nonché dell'andamento demografico in essere e dei trend di frequenza dei punti di erogazione. Vengono inoltre confermati i Centri provinciali per l'istruzione degli adulti (CPIA), prevedendo una serie di nuovi indirizzi di studio per ampliare l'offerta formativa in base alle reali esigenze del territorio.
Fin qui le notizie diffuse sabato scorso dalla Giunta Regionale che l'opposizione non ha affatto gradito. E' Marco Di Stefano, Presidente della Commissione Roma Capitale e Federalismo Fiscale a sottolineare come "la notizia è stata accompagnata dal consueto comunicato di soddisfazione espresso dalla Giunta Regionale che parla di provvedimento importante e si compiace con se stessa per l'importante lavoro di riorganizzazione fatto, in modo che così si risponda agli effettivi bisogni della popolazione scolastica regionale".
Tanto compiacimento secondo DI Stefano, fuori luogo, "visto che il Piano di dimensionamento, in realtà, è un piano di ridimensionamento, voluto dal Ministero dell'Istruzione per contenere le spese e non è certo destinato prioritariamente alle esigenze di studenti e genitori. Si tratta di una necessità per starci dentro con le spese, in sostanza, e niente di più, che ha portato il dicastero a richiedere che d'ora in avanti ci sia un preside ogni 1.000 alunni (fatti salvi gli istituti dei territori montani dove il minimo è di 600 alunni).
Il Ministero aveva infatti richiesto alla Provincia di Roma (che doveva mettere a punto un piano di dimensionamento per le scuole dell'obbligo del suo territorio per poi passarlo alla Regione) la riduzione di almeno 60 posti di preside per rispettare quanto previsto a livello nazionale. La Provincia di Roma ha quindi deliberato, il 28 dicembre scorso, un Piano provinciale di dimensionamento delle istituzioni scolastiche che prevedeva 67 accorpamenti, già sette in più del minimo richiesto; un aumento resosi necessario per riuscire a procedere alla riorganizzazione in modo ottimale, tentando di trovare delle soluzioni che fossero il meno possibile problematiche per studenti e genitori.
Ebbene, la Giunta Regionale - continua Di Stefano - la settimana scorsa ha trovato giusto tirare un tratto di penna su altre 7 presidenze in Provincia di Roma, in modo che ora il piano di (ri)dimensionamento scolastico prevede ben 14 accorpamenti in più rispetto al minimo richiesto dal Ministero. Quindi, non solo la situazione è stata peggiorata (ogni accorpamento di presidenza di istituto scolastico ha inevitabilmente conseguenze negative per gli studenti dell'istituto "accorpato" che, al meglio, finisce per diventare una succursale di un'altra scuola, magari lontana, e alla peggio, può finire con l'essere semplicemente chiusa e gli studenti sparsi qua e là altrove...) ma si reputa giusto anche mostrarsene contenti e compiacersi del lavoro fatto.
Ora, visto che a mio avviso c'è veramente poco di cui rallegrarsi, voglio dire pubblicamente che studierò con cura il testo del provvedimento, che deve ora passare al vaglio della Commissione Scuola del Consiglio. E quando questo succederà non prenderò certo la parola per rallegrarmi, bensì per chiedere conto all'assessore Sentinelli di questa scelta e per chiederle di tornare sui suoi passi. E la risposta dell'Assessore all'istruzione Gabriella Sentinelli è puntualmente arrivata nel tardo pomeriggio: "Tutti gli accorpamenti per la Provincia di Roma sono stati discussi sia in sede di Osservatorio provinciale, che successivamente nel tavolo regionale, al quale erano presenti le sigle sindacali della scuola oltre ai rappresentanti della Provincia e del Comune di Roma, dell'Anci e dei dirigenti scolastici" - ha dichiarato Sentinelli.
"A tal fine si ribadisce – ha sottolineato Sentinelli - che gli istituti comprensivi non sono solamente voluti per motivi di risparmio, ma va considerato che con la riorganizzazione devono diventare plessi maggiormente significativi in virtù di una offerta formativa più completa, che accompagna l'alunno per l'interezza o quasi del proprio corso di studi. Ulteriori accomodamenti rispetto al Piano regionale di dimensionamento approvato lo scorso venerdì dalla Giunta regionale saranno possibili in Commissione regionale, essendo in quella sede presenti tutti i Consiglieri eletti e rappresentativi delle rispettive realtà territoriali del Lazio".
"L'approvazione del Piano di dimensionamento regionale per l'anno scolastico 2012-2013 – osserva Sentinelli – ha dovuto subire un notevole rallentamento, dovuto al fatto che la Provincia di Roma ha deliberato il proprio piano solo in data 28 dicembre, facendo slittare l'ultima riunione dell'Osservatorio regionale in data 5 gennaio e riducendo di fatto i tempi per l'approfondimento delle problematiche da parte degli Uffici della Regione. Ma proprio per questo, come ho già avuto modo di sottolineare, c'è la disponibilità a convocare periodicamente l'Osservatorio regionale per una verifica puntuale e costante delle necessità dei territori affinché la riorganizzazione prevista dal Piano risponda agli effettivi bisogni della popolazione scolastica regionale".


Piera Cipriani