Federer domina ancora gli Australian Open a Melbourne
Domenica 31 Gennaio 2010 00:00    Letto 147 volte

Il numero uno del mondo domina in tre set Murray e centra il quarto sigillo all'Australian Open.

federerLa stagione scorsa, proprio il centrale di Melbourne aveva regalato uno di quei rarissimi momenti in cui qualcuno è arrivato a mettere in dubbio il suo regno. A distanza di un anno dal ko con Nadal, Roger Federer si riprende il suo scettro e trionfa per la quarta volta (dopo i successi nel del 2004, 2006 e 2007) all'Australian Open battendo in finale lo scozzese Andy Murray. A modo suo, di prepotenza, al termine di un match dominato in lungo e largo per i primi due set (6-4, 6-4) e con qualche cenno di fatica solo nell'ultima parte che ha consegnato al pubblico un appassionante tie-break chiuso dallo svizzero sull'11-9.
Per il numero uno del mondo, come spesso accade, la soddisfazione non è unica ma si accompagna ad uno dei tanti dati statistici che lo hanno già proiettato nell'Olimpo del tennis. Con quattro successi, infatti, non solo lo svizzero aggancia Andre Agassi, Ken Rosewall e Jack Crawford nella speciale classifica dei tennisti più vittoriosi all'Open australiano, ma soprattutto porta a sedici i successi nei tornei dello Slam. Nulla da fare per Murrary che resta vittima dell'incantesimo che da 74 anni (l'ultimo fu Fred Perry all'Us Open del '36) impedisce a tennisti britannici di aggiudicarsi un titolo dello Slam.
Per lunghi tratti la sfida non ha storia, con Federer preciso al servizio (alla fine saranno 11 i suoi ace contro i 10 dell'avversario) e molto solido in ogni fondamentale. A Murray dà fastidio soprattutto il rovescio tagliato che lo svizzero non usa soltanto in ottica difensiva ma spesso e volentieri trasforma anche nel colpo capace di aprire il campo per poi sferrare l'attacco a rete. Molto più combattuto il terzo set. Murray ottiene subito il break ma non è capace a difenderlo perdendo a sua volta il servizio. Si va al tie-break: lo scozzese è costantemente in vantaggio, si guadagna ben quattro set point utili per riaprire la contesa ma alla fine è ancora la classe del numero uno mondiale a fare la differenza. Quella classe che, anno dopo anno, non finisce mai di meravigliare.


Leonardo Colucci