Virginia Raggi è stata la celeberrima – in un odi et amo degno di Ovidio – sindaca della città metropolitana di Roma dall’anno 2016 al 2021, nonché politica italiana appartenente al movimento cinque stelle. In questo breve articolo andremo a scoprire parte della sua biografia, attività politica, controversie e il profilo attuale, per seguire insieme una delle figure femminili più vulgate dello scenario politico italiano attuale.

Biografia e vita privata

Virginia Raggi nasce nel 1978 a Roma, nella zona denominata Appio. È proprio qui che cresce insieme alla famiglia, frequentando il vicino liceo scientifico Isaac Newton; per poi iscriversi alla facoltà di Giurisprudenza dell’Università di Roma Tre, con sede a San Paolo. Decide di specializzarsi in Diritto Civile, per la propensione all’applicazione sociale delle norme del diritto d’autore, proprietà intellettuale e nuove tecnologie. Comincia poi a dedicarsi al praticantanto presso lo studio dell’avvocato romano Cesare Previti, per poi passare a quello del dott. Sammarco. Si iscrive, dopo aver terminato il praticantato, all’ordine degli Avvocati nel 2006. Sposa nel medesimo anno il regista radio Severini, con cui ha un figlio, Matteo.

La politica

La vera svolta politica dalla professione giuridica avviene dopo il matrimonio, quando si trasferisce con la famiglia nel quartiere Ottavia e decide di entrare a far parte dell’amministrazione di quartiere. Così, spinta dalla passione per la cosa pubblica, diventa membro del comitato locale e decide di mettersi alla guida di una petizione che richiedeva l’istituzione di maggiori mezzi pubblici per la viabilità nel quartiere, che conducessero con maggiore facilità i cittadini alle vicine stazioni. Impegnata nel mondo civico, viene attratta dalla vivacità e dal fermento intorno al Movimento 5 Stelle, allora sotto la guida di Grillo, decidendo di entrare a far parte del movimento nel 2011 insieme al marito. Entrambi si candidano alle amministrative del 2013 insieme a Marcello de Vito, così che viene eletta nell’assemblea per la città di Roma. Qui si occupa principalmente di tematiche ambientali, scolastiche e sociali, militando sempre nelle prime linee del Movimento 5 Stelle per essere subito preferita come candidata a Sindaco dopo la caduta di Marino. Ebbene, all’interno del movimento risultò la candidata più votata, con ben il 45% da sola di tutte le preferenze. Era il 2015. Nel 2016, a seguito delle elezioni amministrative, ottiene ben 700 mila voti risultando in testa anche al Partito Democratico, che esponeva a candidato sindaco il proprio militante Roberto Giachetti. Con la sua elezione, il Movimento riesce a saltare in testa ai seggi ottenendone ben 29 per l’Assemblea Capitolina. La sua elezione a sindaco fa scalpore mediatico, anche all’estero, per via dei suoi duplici primati: non solo la prima donna a ricoprire la carica di sindaco di Roma Capitale e città metropolitana, ma anche la persona più giovane ad aver mai assunto quel ruolo fino ad allora. A dispetto di questo, qualche anno dopo la sua elezione, verrà a incontrare numerose resistenze di gradimento da parte dei cittadini: le stile del governance poll del Sole 24 ore la denuncia penultima per gradimento nella classifica dei sindaci di città metropolitane, con un gradimento pari soltanto al 38%. Ma a cosa sono dovute queste aspre critiche da parte di popolazione, media e colleghi in carica? Nei prossimi paragrafi andremo più nel profondo per quanto riguarda il mandato politico e i maggiori indirizzi della sua consiliatura.

Politiche e Azioni: dal gradimento alla sfiducia

Le maggiori critiche alla prima donna vengono effettuate per quanto concerne la gestione dei rifiuti in Roma Capitale, con particolare riferimento ai servizi AMA. A seguito della chiusura di numerose discariche, sia per motivi legali che di circostanze ambientali, la Raggi propone come sede alternativa la zona di Ponte Galeria, suscitando l’ovvio risentimento della popolazione locale. Le controversie con il gruppo AMA per la gestione dei rifiuti sono inoltre dovuti alla mancata approvazione dei bilanci della compagnia degli anni 2017-2019, che portano alle dimissioni dei due ministri da lei designati per la gestione rifiuti. Altra controversia operata dalla Raggi sta nel tentativo di resurrezione del gruppo trasporti ATAC, che la Raggi ha promosso con la dismissione dei veicoli non più funzionanti e la messa in circolo di una nuova flotta, così come anche per quanto riguarda la componente COTRAL. Le controversie più calde riguardano l’omissione da parte della Raggi di alcune informazioni riguardanti il suo praticantato, in particolare della possibile familiarità tra i due studi di avvocato presso cui svolse il tirocinio con la diretta figura di Silvio Berlusconi. Sembra infatti che avrebbe svolto pratica legale con l’avvocato del fratello del noto volto politico, dettaglio che avrebbe volutamente omesso per non risultarne infangata.

Attualità e prospettive

Per quanto riguarda le prossime elezioni parlamentarie, la Raggi ha recentemente esposto a La Repubblica le tre motivazioni per cui ha deciso di non ricandidarsi. Si è infatti proclamata decisamente contraria alle alleanze strutturali di progressisti e tradizionalisti. La Raggi ha inoltre affermato di essere stata eletta in consiglio comunale a Roma e di rispettare il principio del Movimento 5 Stelle per cui l’elezione in un istituto preclude la possibilità di candidarsi in qualunque altra istituzione. Così, a dispetto dell’incoerenza di cui la tacciano numerosi cittadini scontenti del suo mandato per Roma Capitale, la Raggi ha deciso di rimanere fedele ai principi del suo partito, rinunciando pertanto alle prossime parlamentari pur essendo formalmente – chiarisce – perfettamente candidabile. Conciliare tempi di vita, privata e pubblica, diversi, è la nuova priorità dell’ex sindaca di Roma.