L’Italia: paese di santi, poeti e allenatori. Attraverso questo riadattamento di una frase pronunciata in un’epoca buia del nostro paese, si può riuscire a comprendere il valore e l’importanza che molti di noi attribuiscono al calcio.

Il calcio è stato teatro delle più grandi scalate al potere. Protagonista dei più clamorosi sovvertimenti dell’ordine precostituito, ma senza l’utilizzo di armi. Per scatenare l’imponderabile è bastato un pallone ed un campo verde su cui poterlo far rotolare. Al resto ci hanno pensato i tifosi e le strutture atte a concretizzare i sogni più reconditi: gli stadi.

Il simbolo della capitale

Uno di questi è senza dubbio lo Stadio Olimpico di Roma. Situato all’altezza del Foro Italico, alle pendici del Monte Mario, questo celeberrimo impianto è stato costruito nel 1953.

Nel 1990, in occasione dei Campionati del mondo di calcio, fu praticamente demolito, ricostruito ed impreziosito da una copertura di tutti i settori, arrivando ad ospitare più di 82 000 spettatori. Oggi, dopo i lavori di adeguamento alle norme UEFA, vanta una capienza di circa 72 698 posti.

La visuale resta il vero tallone d’Achille: complice la pista d’atletica, infatti, la prospettiva, specie nei settori più popolari, non è ottimale.

Lo stadio Olimpico è stato il teatro di importanti eventi sportivi. Ha funto da sede per la cerimonia di apertura e di chiusura e delle gare di atletica delle Olimpiadi del 1960, ed ha ospitato ben tre finali di Champions League (nel 1983-1984, vinta dal Liverpool contro la Roma; nel 1995-1996, vinta dalla Juve contro l’Ajax; nel 2008-2009, vinta dal Barcellona contro il Manchester United).

L’impianto è il punto di riferimento principali per le due fazioni calcistiche che colorano la capitale: la Roma e la Lazio. Ogni domenica le due tifoserie regalano spettacoli mozzafiato, in grado di far riecheggiare lo splendore della città e dello stadio in tutto il mondo.

Ti te dominet Milan

Per uno sportivo la meta italiana per eccellenza è rappresentata dalla Scala del calcio, ossia lo stadio Giuseppe Meazza, denominato anche San Siro per via del nome del quartiere in cui è situato.

La struttura fu inaugurata nel 1926 e modernizzata in base all’ottica ed alle esigenze dei tempi. Nel 1955 venne costruito  il secondo anello di tribune, e successivamente, in concomitanza dei mondiali del 1990, fu inaugurato anche il terzo con annessa copertura di tutti i settori.

La capienza di 80 018 spettatori lo rende lo stadio più grande ed imponente d’Italia. Recentemente è stato inserito anche nella lista degli impianti sportivi più affascinanti d’Europa.

San Siro è la casa di Inter e Milan, il luogo che ha conferito loro un posto nell’olimpo mondiale del calcio. Il Meazza ha anche ospitato due finali di Champions League, entrambe terminate dopo la lotteria dei rigori con le vittorie di Bayern, nel 2001 contro il Valencia, e Real Madrid, nel 2016 contro i cugini dell’Atletico.

Due stadi per due identità contrapposte

Altra meta da cerchiare sulla cartina è sicuramente Torino. Un amante del calcio può sbizzarrirsi nel visitare i numerosi fortini del presente e del passato che si innalzano nel cielo torinese, templi delle vittorie di Juventus e Torino.

La prima tappa è, senza dubbio, il campo sportivo Filadelfia, situato nell’omonimo quartiere, dove si allena la prima squadra del Torino; una visita necessaria per celebrare il ricordo di Valentino Mazzola e compagni. Costruito nel 1926, il Filadelfia è stata, appunto, la casa del Grande Torino, quell’epica squadra dalle gesta irripetibili la cui storia si è conclusa tragicamente sulla collina di Superga.

Il percorso nel capoluogo piemontese prosegue con l’attuale casa dei granata: lo stadio Olimpico Grande Torino, inaugurato nel 1933 e più volte ristrutturato. L’impianto vanta una capienza di 28 177 posti ed è situato nel quartiere Santa Rita. 

La terza ed ultima tappa è l’Allianz Stadium. Un gioiello architettonico, nonché una delle mete più ambite dagli sportivi. Lo Stadium, che dal 2011 rappresenta il fortino della Juventus, conta 41 507 posti ed è situato nei quartieri Vallette e Lucento, in prossimità dell’area Continassa, nella parte nord-occidentale della città.

L’Allianz Stadium è il primo impianto ecocompatibile al mondo e soprattutto il primo stadio di proprietà in Italia.

Storia, poesia e tradizione

“Fiorenza, per lo ‘nferno tuo nome si spande” così recitava lo striscione coreografico esposto alI “Franchi” in occasione di un Fiorentina-Juventus di Coppa Italia. 

Con queste parole, riprese dal canto XXVI dell’Inferno dantesco, la curva fiesole decise di celebrare l’indissolubile legame tra città, squadra e tradizione. 

Quel suggestivo gioco di colori, abbinato al ritratto di Dante situato al centro della coreografia, testimonia come Firenze sia una città viscerale che viva di emozioni intense, legate a doppio filo ad un sentimento sgorgante, intenso e puro.

Il valore intrinseco della storia cittadina abita ed alimenta le anime fiorentine e non. Ogni anno innumerevoli turisti visitano il capoluogo toscano per ammirarne le meraviglie e respirarne l’inconfondibile odore di sacralità.

Gli Uffizi, Piazza della Signoria, Palazzo Vecchio sono soltanto alcuni degli elementi sacri, appunto, della città. Il lato “profano” è rappresentato proprio dallo stadio “Artemio Franchi”.

Il Franchi sorge nel quartiere di Campo di Marte. Inaugurato il 13 settembre 1931 in un’amichevole contro l’Admira Wien, l’impianto contiene 43 325 spettatori. Anche qui in occasione dei mondiali del 1990 sono state implementate delle migliorie, simboleggiate dall’eliminazione della pista d’atletica.

Lo stadio ha ospitato molti incontri internazionali, in particolare durante la Coppa del Mondo del 1934, le Olimpiadi del 1960, il campionato europeo del 1968 e la Coppa del Mondo del 1990.