Le frese: a cosa servono

Per lavorare il legno sono necessari gli utensili appositi, accessori un tempo manuali e che hanno contraddistinto le capacità artistiche di numerosi artigiani; attualmente sono indispensabili le frese per legno, strumenti che possono girare intorno al loro asse a forte velocità e consentono in tal modo di sagomare qualsiasi tipo di materiale, da quello a pasta morbida all’essenza più dura. Per questi motivi le frese per il legno sono state migliorate negli anni; ai giorni nostri sono disponibili in lega leggera e montano coltelli precisi e performanti.
Le frese per legno professionali si distinguono in varie tipologie; il mercato propone modelli adeguati alla foratura, così come set di frese per legno studiate per eseguire lunghe modanature, incastri o lavorazioni indispensabili per giuntare due o più pezzi controvena.
Vediamo insieme come lavorare il legno utilizzando le elettrofrese manuali, macchine utensili relativamente facili da usare anche da coloro che amano questa professione e non la svolgono quotidianamente.

Come si usano le frese

Per utilizzare i kit frese per legno è importante conoscere alcune regole senza le quali il rischio è di rovinare i pezzi sottoposti alla lavorazione e di incorrere in infortuni talvolta anche gravi.
In tal senso possiamo elencare i seguenti punti:

  • ogni fresa per legno presenta dei limiti di velocità di rotazione che devono essere rispettati. Una fresa dal diametro maggiore deve ruotare più lentamente di una dalla circonferenza più piccola in maniera direttamente proporzionale: lo scopo consiste nel rispettare la velocità periferica dell’utensile ed evitare che sia troppo elevata;
  • gli utensili hanno un senso di rotazione. La maggior parte delle punte fresa legno è destrorsa, motivo per il quale il serraggio dei mandrini è sempre opposto, per fare in modo che durante la rotazione la tendenza dell’utensile sia quella di serrarsi piuttosto che di aprirsi;
  • dal momento che si eseguono profili o modanature è importante proseguire in modo che l’utensile giri “incontro” al materiale. In sintesi, quando le frese ruotano in senso orario, è importante muoversi da destra verso sinistra tenendo l’elettrofresa fra il proprio corpo e il pezzo in lavorazione;
  • quando si eseguono forature è necessario preoccuparsi di scaricare la punta almeno una o due volte prima di raggiungere la massima profondità del foro desiderata. Si tratta di un’operazione essenziale utile per eliminare gli sfridi che altrimenti rimarrebbero intrappolati nel foro durante l’esecuzione e potrebbero compromettere sia l’esito del lavoro, sia la sicurezza dell’operatore;
  • potrebbe essere utile procurarsi un’aspiratore apposito da collegare all’elettrofresa, in quanto il getto degli sfridi non solo può lordare il locale ma contribuisce ad aumentare lo stress dell’operatore durante la fresatura.

Curiosità su alcune lavorazioni di base

Le frese per il legno non hanno un limite oggettivo di lavorazione, specialmente se l’utilizzatore ha delle buone conoscenze in materia e possiede un minimo di dotazione essenziale. Per esempio, coloro che hanno acquistato un’elettrofresa dovrebbero conoscere un minimo i seguenti accessori:

  • la guida per appoggiare la macchina ai profili in legno ed eseguire quindi incastri, modanature, ma anche fori e incisioni;
  • gli anelli: si tratta di piccoli dispositivi da inserire alla base dell’elettroutensile che sono utili per eseguire fori di buon diametro con frese dalla sezione più piccola. Questi particolari accessori sono indispensabili per eseguire pantografature seguendo dime personalizzate di qualsiasi tipo;
  • elementi di alluminio tacchettati. Si tratta di profili che permettono di eseguire una serie di fori con un intervallo spaziale preciso e definito: sono necessari per esempio per montare le bussole in corrispondenza dei piani interni di un mobile.

Una lavorazione su legno con le frese abbastanza insidiosa per i non professionisti consiste in quella controvena: quando si deve eseguire dei tagli controvena è essenziale porre in uscita un pezzo che eviti lo “strappo” del materiale: in alternativa è possibile procedere lentamente nel senso opposto per un breve tratto.